Ultime notizie

04/03/2018

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI DELLA SEZIONE DI ACQUI TERME

28/02/2018

LA SEZIONE DI ACQUI TERME AD ISOLA DEL GRANSASSO

27/02/2018

LEGGE n° 124 DEL 4 AGOSTO 2017

In allegato si pubblicano, come richiesto dalla normativa di legge, i contributi ricevuti da enti...

 

Ponzone 12ª edizione “Alpini Sempre”, la premiazione.

19/10/2014

 

Anche la giornata conclusiva della 12ª edizione del premio letterario nazionale di narrativa e ricerca scolastica sugli Alpini ha confermato il fascino e l’interesse per un evento unico nel suo genere, particolare, con riflessi di straordinaria umanità e compostezza. Un premio senza polemiche, ma non per questo “spento” anzi, anche questa volta “Alpini Sempre” è vissuto tra narrazioni, ricordi, aneddoti che hanno appassionato e coinvolto gli uditori che sono saliti sino al Circolo culturale “La Società” ai 627 metri s.l.m. di Ponzone in una gradevole giornata autunnale.
Ha introdotto il premio il sindaco Fabrizio Ivaldi con un breve escursus su quello che è stato, è e sarà “Alpini Sempre”: «Anche in periodi di crisi, con sempre minori risorse a disposizione Ponzone non rinuncerà ad Alpini Sempre, un premio che ha fatto conoscere il nostro comune in tutta Italia». Ad ascoltare Ivaldi c’erano autorità civili e militari e anche Adriano Blengio presidente della Sezione Alpini di Asti con un folto pubblico di alpini e di appassionati di storie delle penne nere. Tra gli ospiti, accolti con particolare affetto il generale in congedo degli Alpini Ernesto Piccinelli ed il colonnello dei Carabinieri Paolo Piccinelli, rispettivamente fratello e figlio di Franco Piccinelli, presidente della Giuria delle precedenti sei edizioni, scomparso nel febbraio di quest’anno. Piccinelli è stato ricordato dal prof. Carlo Prosperi che ha presieduto l’edizione 2014, il quale ha affiancato al ricordo di Franco Piccinelli quello di Marcello Venturi, primo presidente della Giuria, entrambi scrittori di fama che al premio hanno dedicato la loro saggezza critica e competenza letteraria. Ha condotto le varie fasi della premiazione il prof. Andrea Mignone con il prof. Carlo Prosperi, Giancarlo Bosetti, presidente della Sezione di Acqui che, con il gruppo Alpini “Giuseppe Garbero” gestisce il premio e da Sergio Zendale segretario del premio stesso.
È arrivato poi l’atteso momento delle premiazioni. Il compito di leggere le motivazioni, come sempre è toccato al prof. Arturo Vercellino, alpino e componente la Giuria.
Categoria narrativa. 1° classificato ex aequo: In prima linea a Nowo Postojalowka -Autore: Giorgio Ferrais (sindaco di Ormea, CN) - Editore: Arabafenice. La motivazione: L'Autore, attingendo copiosamente alle memorie e ai racconti del compianto Giacomo Alberti, che da alpino della Cuneense aveva partecipato in prima persona alla campagna di Russia e, in particolare, alla battaglia di Nowo Postojalowka e successivamente a quella, ben altrimenti famosa, di Nikolajewka, ma inquadrandoli in una ricerca storica di più ampio respiro, ricostruisce con fresca vena narrativa, in un dialogo talora serrato con altri autori e testimonianze, le drammatiche vicende della ritirata di Russia e dedica quindi spazio anche alla commemorazione dei caduti e dei dispersi, ai quali il libro, corredato peraltro d'immagini inedite, è affettuosamente dedicato.
1° classificato ex aequo: 49 Sfumature in grigio-verde - Autore: Villi Lenzini - Editore: Aviani & Aviani. Motivazione: L’Autore, generale in ausiliaria degli alpini con alle spalle una intensa attività operativa (comprese numerose missioni all'estero), apre una serie di finestre sul mondo delle caserme e della vita militare, cercando di mettere in fila – secondo alcuni schemi interpretativi – una pluralità variegata di accadimenti quotidiani. I quarantanove racconti gettano luce sulle situazioni più disparate, allegre e meno allegre, scontate o imprevedibili, maligne e fortunate, lasche o stringenti. Il filo rosso che lega le tante piccole storie, che assieme fanno una storia del costume dell'epoca, è il desiderio di sdrammatizzare le situazioni (umanizzandole) e il bisogno di sottolineare la “forza dei legami deboli” (il tessuto delle amicizie nate negli stanzoni delle caserme e anche nel terreno operativo teatro di azioni di pace). Ne risulta un testo di gradevole lettura: si possono condividere o meno certi comportamenti e certi episodi, ma l'umanità che il libro fa emergere rappresenta il valore aggiunto del racconto.
Categoria: Storico-saggistica. 1° classificato: Il nemico fidato - Autore: Giorgio Scotoni - Editore: Panorama. Motivazione: Questa meticolosa e meritoria ricerca, sia pure limitata alla regione di Voronezh, si avvale della recente desecretazione di una ricca messe di documenti conservati negli archivi centrali e periferici dell'ex Unione Sovietica e dei numerosi studi, non solo russi, che, dalla perestrojka in poi, con una nuova varietà di approcci metodologici hanno affrontato l'analisi sia del “nuovo ordine” hitleriano sia di temi a questo connessi quali i crimini nazi-fascisti, la lotta resistenziale, lo sfruttamento economico, i campi di concentramento, il trattamento dei prigionieri e, non ultimo, la scabrosa questione del collaborazionismo. L'analisi si è diramata in tre direzioni diverse, in tre filoni – razziale, ideologico, geopolitico – che non mancano occasionalmente di incontrarsi e di integrarsi, ora interpretando l'operazione Barbarossa come l'espressione militare di uno “scontro di civiltà”, ora fornendo una lettura pluralistica della resistenza, ora inquadrando gli eventi bellici in un'ottica di “lungo periodo” e di corsi e ricorsi storici. In particolare lo studio di Scotoni, nell'indagare la condotta della Wermacht e quella, affatto subordinata, del Regio Esercito, ha modo di ribadire, alla luce dei documenti di fonte russa, l'incomparabile differenza tra l'efferato comportamento dell'alleato tedesco, ideologizzato ai limiti del fanatismo, e quello dei militari italiani, poco o nulla motivati, spesso costretti ad arrangiarsi, ma, proprio per questo, alieni da ogni logica imperialistica, e, ancor più, da ogni delirio o (s)proposito di purezza razziale. Per una volta, dunque, lo stereotipo degli “Italiani brava gente” si dimostra non troppo lontano dalla verità.
La cerimonia ufficiale si è conclusa con l’Inno d’Italia seguita da una goliardica seduta attorno ai tavoli sapientemente curati della sezione Alpini di Acqui Terme, ospiti del presidente Giancarlo Bosetti dove, tra un piatto e l’altro, si è continuato a parlare di Alpini in tempo di Pace e di Guerra.

 

Photogallery

 

       

Torna indietro